Il valore del poco
Vi racconto di un progetto che porto avanti da tempo e che oggi è diventato uno strumento prezioso per la mia pratica clinica.
Per questo progetto ho scelto gli albi illustrati, e non le favole classiche. È un’intuizione nata grazie al confronto con una giovane laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione, la cui tesi è stata per me rigogliosa di ispirazione e approfondimento.
Da lì la mia biblioteca si è arricchita di tanti albi illustrati, e da quella scintilla è nato uno strumento prezioso che oggi porto nella mia pratica psicoterapeutica.
Poche parole ma immagini che raccontano e sollecitano ricordi, sensazioni, emozioni.
“Poco” è un aggettivo che mi piace molto, mi ricorda che è possibile non sentirsi sommersi dal “troppo”.
Per tanto tempo, anche nel mio lavoro, ho cercato e approfondito strumenti complessi. Ad un certo punto però, mi sono convinta del valore del “poco”.
Poi, incontrando gli albi illustrati, ho capito che a volte è proprio il poco che occorre per fare arrivare un grande significato.
Un'immagine, una frase breve, fanno spazio invece di riempirlo. Ed è lì che qualcosa di nostro può finalmente emergere.
“Poco” non toglie, crea spazio. Uno spazio dove il nostro mondo interiore può finalmente affacciarsi senza sentirsi invaso.
Ti invito a scegliere un albo illustrato che ti incuriosisce e dopo averlo sfogliato chiediti:
Quale immagine della mia infanzia torna alla mente con più forza?
Cosa mi fa sentire oggi quel ricordo? È una sensazione piacevole, malinconica?
Nella mia vita di oggi, dove c’è troppo e dove sento il bisogno di “poco”?
Se potessi raccontare a quella parte Bambina di te una cosa importante con “poco”, cosa le diresti?




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