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Il valore del poco

Oct 4
1 min read

Vi racconto di un progetto che porto avanti da tempo e che oggi è diventato uno strumento prezioso per la mia pratica clinica.


Per questo progetto ho scelto gli albi illustrati, e non le favole classiche. È un’intuizione nata grazie al confronto con una giovane laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione, la cui tesi è stata per me rigogliosa di ispirazione e approfondimento.


Da lì la mia biblioteca si è arricchita di tanti albi illustrati, e da quella scintilla è nato uno strumento prezioso che oggi porto nella mia pratica psicoterapeutica.


Poche parole ma immagini che raccontano e sollecitano ricordi, sensazioni, emozioni.

“Poco” è un aggettivo che mi piace molto, mi ricorda che è possibile non sentirsi sommersi dal “troppo”.

Per tanto tempo, anche nel mio lavoro, ho cercato e approfondito strumenti complessi. Ad un certo punto però, mi sono convinta del valore del “poco”.


Poi, incontrando gli albi illustrati, ho capito che a volte è proprio il poco che occorre per fare arrivare un grande significato.

Un'immagine, una frase breve, fanno spazio invece di riempirlo. Ed è lì che qualcosa di nostro può finalmente emergere.


“Poco” non toglie, crea spazio. Uno spazio dove il nostro mondo interiore può finalmente affacciarsi senza sentirsi invaso.


Ti invito a scegliere un albo illustrato che ti incuriosisce e dopo averlo sfogliato chiediti:

  • Quale immagine della mia infanzia torna alla mente con più forza?

  • Cosa mi fa sentire oggi quel ricordo? È una sensazione piacevole, malinconica?

  • Nella mia vita di oggi, dove c’è troppo e dove sento il bisogno di “poco”?

  • Se potessi raccontare a quella parte Bambina di te una cosa importante con “poco”, cosa le diresti?

  


 
 
 

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