Cosa cambierà se intraprendo un percorso di psicoterapia?
Mi è capitato spesso di sentirmi chiedere cosa cambierà se si intraprende un percorso di psicoterapia. Le domande sono tutte significative e come tali meritano tutte attenzione e tempo.
In questo articolo, scelgo di dedicare una riflessione personale a questo specifico interrogativo dicendo quello che sono solita dire a chi mi rivolge questa domanda.
Rispondo dicendo:
«Non cambierà nulla fuori da questo setting. Ciò che cambierà saranno gli strumenti con cui “incontrerai” gli altri».
Un percorso psicoterapeutico può aiutarti a dare un nome a ciò che senti o può aiutarti a contattare quel vuoto o quella assenza di emozioni; puoi imparare a comprendere meglio i tuoi schemi comportamentali e, comprendendo, potrai essere più libero di scegliere; puoi imparare a costruire confini più chiari, relazioni più autentiche.
“Incontro”: ritengo sia la parola chiave di questa riflessione. La capacità di “incontrare” non è cosa scontata, anche se da un incontro è la nostra stessa vita a cominciare! Siamo grati e fortunati quando quello che ci ha originati è un incontro di amore, ma purtroppo questa fortuna non è di tutti.
Spesso le maggiori difficoltà delle persone riguardano proprio le relazioni: con il partner, con i figli, con i colleghi nell'ambiente lavorativo. Quando dico “capacità di incontrare” mi riferisco non ad una tecnica da apprendere, ma ad uno spazio interiore. È il frutto di una conoscenza così intima e onesta da permetterci di fare spazio e incontrare autenticamente l'altro.
Proviamo a riflettere e ci accorgeremo che ogni incontro è unico e che la sua unicità nasce dalla combinazione dei soggetti coinvolti. Mentre scrivo queste riflessioni, dedico attenzione alla chiarezza dell'esposizione del mio pensiero pensando a Te che leggi! Chi legge mi sta incontrando, e nel rispetto di questo incontro, investo il mio tempo e la mia attenzione.
Chissà, forse avremo modo di conoscerci personalmente e avrai la possibilità di integrare la conoscenza che hai fatto del mio pensiero con quella della mia personalità.
Quanto particolari possono essere gli incontri! Quanto possiamo conoscere noi stessi meglio e più profondamente attraverso gli altri: persone conosciute; sconosciuti; insegnanti; libri; film; racconti.
Ci sono incontri formali; superficiali; altri che somigliano a scontri!
Ci sono esperienze che cambiano il nostro umore ma, a volte, anche la nostra stessa vita!
Quanto peso! Quanta ricchezza di significato, dunque, in questo concetto così spesso menzionato e forse anche abusato!
Come donna e come mamma, prima ancora che come psicoterapeuta, credo che sia di fondamentale importanza conoscere bene se stessi per poter rendere “l'incontro” il più significativo possibile.
Nella mia personale esperienza ho sempre cara la frase che la dottoressa Leslie Leonelli mi disse ormai tanti anni fa, all'inizio del mio percorso terapeutico con lei e che condivido con chi sta leggendo questo articolo: «Prima di incontrare me in questo studio, incontrerai te stessa e questo più di tutto ti renderà capace di ascoltare in modo attivo chi si confronterà con te».
Grazie Leslie, perché con te ho iniziato a conoscermi e ad aver cura di me, comprendendo quanto questo sia fondamentale per poter incontrare autenticamente l’altro!
Grazie perché dall'incontro con te ho capito che tipo di psicoterapeuta volevo diventare.
La tua professionalità e competenza, mai dissociate dal calore umano e dall'accoglienza, hanno rappresentato una base sicura che mi ha permesso di intraprendere con entusiasmo un cammino di formazione, personale e professionale, che continuo ancora oggi a percorrere!
Io ho una profonda convinzione:
NON SI PUÒ IMPARARE AD INCONTRARE
SI PUÒ DIVENTARE QUALCUNO CHE PUÒ INCONTRARE




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